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recupero del pavimento pelvico: ostetrica Alessandra Bellasio mostra riproduzione del bacino femminile Il pavimento pelvico è una regione muscolare situata tra coccige e pube il cui compito, tra gli altri, è il sostegno di uretra, vescica, vagina e apparato ano-rettale. 

Trovandosi in una parte del nostro corpo non ben visibile e con la quale abbiamo poca confidenza, spesso non se ne conoscono funzione e importanza. 

Di fatto, però, un suo malfunzionamento può portare al prolasso di una o più delle parti citate portando con sé non pochi problemi e disagi. 

Quando parliamo di problemi a carico di questo insieme di muscoli dobbiamo essere consapevoli che si tratta non solo di malfunzionamenti dovuti al parto ma, più in generale, causati dal grande peso che devono sostenere nell’intero arco vitale della persona. 

Ad esso, infatti, sono riconducibili sia le funzioni urinarie che quelle fecali e tutte quelle legate alla sessualità, prima fra tutte, il parto. 

Questo non lascia dubbi circa la sua rilevanza e la sua centralità se si parla di benessere psicofisico.

IMPORTANTE: 

Il pavimento pelvico ricopre una grande importanza anche per quanto riguarda la respirazione. Non a caso, infatti, nello yoga viene definito diaframma pelvico proprio perché lavorando in sintonia con il diaframma respiratorio contribuisce alla corretta respirazione. Nel recupero post parto, ma anche nel corso della gravidanza e dell’intera vita, un adeguato allenamento del pavimento pelvico ti aiuterà a respirare adeguatamente e ad avere il controllo di questa parte del tuo corpo. 

Perché serve il recupero pavimento pelvico

La rieducazione del pavimento pelvico nel post partum è di fondamentale importanza per via dei grandi sforzi cui viene sottoposto nel corso della nascita del bambino. Spesso, infatti, si producono lacerazioni o viene praticata l’episiotomia (il taglietto che viene fatto dall’ostetrica durante il parto per agevolare il passaggio del bambino) e questo va ad incidere sul funzionamento corretto del pavimento pelvico. 

IMPORTANTE:

L’episiotomia è ritenuta una pratica molto spesso non necessaria e lesiva. Uno studio dell’organizzazione Mondiale della Sanità ne sottolinea la pericolosità. Un ulteriore articolo, pubblicato sul sito del Ministero della Salute, ribadisce quanto sia importante:

assistere la donna senza ricorrere ad atti invasivi quali la rottura delle membrane, l’episiotomia, l’accelerazione o l’induzione del travaglio, il parto strumentale o il taglio cesareo, a meno che non siano necessari a causa di complicazioni che in questo caso devono essere spiegate e condivise con la donna.

Bisogna inoltre sottolineare che il pavimento pelvico ha una funzione importante nella sessualità femminile e nel contenimento urinario. Talvolta,  con il passare degli anni, un suo mal funzionamento può scatenare problemi a questi apparati. 

Quando iniziare gli esercizi per il recupero del pavimento pelvico

Ammettiamolo, dopo il parto fatichiamo parecchio a pensare alla palestra, agli allenamenti che ci concedevamo un tempo.  

Ebbene, in un certo senso questo pensiero ci aiuta. In effetti, non c’è nulla di peggio per la nostra salute che intraprendere un’intensa attività fisica senza conoscere i tempi e i modi in cui il nostro corpo reagisce dopo il parto. 

Se la gravidanza dura nove mesi, il puerperio ne dura altrettanti e l’organismo nel suo complesso richiede circa dodici mesi di tempo per tornare allo stato di forma precedente. 

Iniziare intensi allenamenti prima di una valutazione della salute del pavimento pelvico può portare serie conseguenze. 

E’ molto importante che uno specialista effettui questa valutazione e indirizzi la donna verso il tipo di attività che deve fare prima di riprendere o iniziare ad allenarsi. 

Chi può fare la valutazione del pavimento pelvico ?

Iniziamo con il sottolineare che è sempre indicata una valutazione del pavimento pelvico dopo il parto.

Normalmente un’ostetrica o un fisioterapista specializzati sono le figure adatta alla valutazione

E’ bene ricordare che questa visita non è da scambiare con la visita ginecologica che si effettua a  40 giorni dal parto. Si tratta, infatti, di un’ulteriore controllo strettamente mirato alla verifica delle condizioni del pavimento pelvico. 

Solo dopo aver recuperato un tono corretto e una buona consapevolezza del pavimento pelvico sarà possibile riprendere a fare sport con gradualità. 

Bisogna essere consapevoli che il nostro corpo dopo il parto non è più lo stesso.  Pertanto, è necessario fare una netta distinzione tra esercizio fisico moderato ed adattato (ovvero personalizzato ) e attività fisica ad alta intensità.

 

recupero del pavimento pelvico

Quali esercizi sono da evitare nel post parto? 

Il corpo umano è una macchina perfetta, spesso in grado di autoregolarsi, per questo va rispettato ed ascoltato. 

Nel post parto, ad esempio, sono sconsigliati salti, balzi, corsa, crunch, jump squat, grossi carichi esterni, ecc.

Il tuo organismo deve avere il tempo necessario per recuperare il proprio tono muscolare e la propria struttura articolare.  

I rischi sono quelli di danneggiare il pavimento pelvico ancora indebolito dalla gravidanza e dal parto (vale anche se hai fatto il cesareo) e peggiorare un’eventuale diastasi addominale.

IMPORTANTE: 

Anche laddove non volessi fare palestra, la valutazione del pavimento pelvico è comunque necessaria ai fini di evitare le conseguenze riconducibili ad un suo cattivo funzionamento. 

Corso consigliato:

Corso torna in forma dopo il parto e rinforza il pavimento pelvico

Ecco gli esercizi utili dalle 6 settimane dopo il parto, naturale o cesareo per prevenire e contrastare i sintomi della debolezza pelvica.

Come allenare il pavimento pelvico ipotonico dopo il parto

Esistono diversi modi per allenare il pavimento pelvico. Tra questi i più noti sono: 

  • Ginnastica di Kegel: si tratta di semplici esercizi funzionali alla presa di coscienza del proprio pavimento pelvico ed al suo impiego. Gli esercizi consistono in contrazioni e distensioni volontarie di queste fasce muscolari che, a poco a poco, vengono sempre più rese consapevoli. 
  • Yoga: esistono molti esercizi yogici funzionali ad un corretto recupero del pavimento pelvico, in particolare legati alla respirazione ed alla visualizzazione. 
  • Chinesiterapia: anche in questo caso si tratta di svolgere alcuni esercizi che possono essere realizzati dal terapeuta o dalla paziente o da entrambi, il cui scopo è sempre l’acquisizione di una maggiore consapevolezza e controllo del proprio pavimento pelvico.
  • Elettrostimolazione: si effettua attraverso degli strumenti a elettrodi i quali inducono il movimento/contrazione di questi muscoli grazie a stimoli elettrici del tutto indolori. Questa tecnica si impiega quando il controllo di questi muscoli è del tutto impossibile e va quindi prodotto attraverso una stimolazione esterna. 

Ciò che davvero conta, però, è che l’insegnante sia persona esperta e qualificata, capace di guidarti al meglio in un percorso di recupero ancora molto poco conosciuto. 

Se sei interessata ad approfondire questo argomento ti suggerisco questo mio corso.

Eseguiremo insieme tutti gli esercizi necessari a raggiungere la piena consapevolezza del tuo pavimento pelvico ed il suo impiego corretto. 

Quanto tempo dura la riabilitazione del pavimento pelvico

Una volta tornata a casa dall’ospedale mi sono dedicata al mio bambino giorno e notte. Trascorsi i primi tre mesi ho iniziato a sentirmi sempre più scarica a livello energetico ed ho pensato che prendermi un paio d’ore a settimana per tornare in palestra mi avrebbe aiutata a recuperare energia. Ho iniziato ad allenarmi senza badare a quelle piccole perdite urinarie che avvenivano sotto sforzo fino a che il problema si è trasformato in un incubo e sono stata costretta a rivolgermi alla mia ginecologa. Se avessi avuto le giuste informazioni fin da subito, avrei evitato tanti problemi che invece ho dovuto vivere e risolvere nel lungo periodo.

Claudia P.

 

E’ facile immaginare che una delle domande frequenti quando si parla di recupero sia: “quanto tempo mi serve per rinforzare il pavimento pelvico?”. 

La risposta, ovviamente, è che non esiste un tempo specifico. 

Molto dipende dalle condizioni di partenza, dall’impegno profuso e dal tempo disponibile. 

Diciamo che, come sempre in questi casi, la costanza è l’arma migliore per ottenere il massimo dei risultati e l’informazione è il suo fedele alleato. Il tempo necessario potrà variare ma ciò che non potrà venire meno sarà l’impegno. 

La cosa importante da sapere, però, è che questo tipo di allenamento andrebbe portato avanti per tutta la vita. 

 

Bibliografia: 

Leggi gli altri approfondimenti su Tornare in forma dopo il parto

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