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Svezzamento tradizionale

Svezzamento tradizionale e primo approccio alla pappa: cosa c’è da sapere.

Significato di svezzamento tradizionale

Premettiamo innanzitutto che esistono ormai più approcci di svezzamento, tutti ugualmente corretti e bilanciati, laddove rispettino le linee guida ed una dieta equilibrata.

È proprio soltanto una scelta di mamma e papà: voi decidete la modalità verso cui siete meglio orientati e che rispecchia il vostro volere e la vostra impostazione personale.

Consiglio spassionato: informatevi e formatevi quanto prima, in modo da aver il tempo di capire e scegliere qual è il percorso che desiderate intraprendere!

svezzamento tradizionale - Unimamma - Alessandra Bellasio

Oggi, qui assieme a voi, ci avviciniamo allo SVEZZAMENTO TRADIZIONALE.

Il significato di svezzamento ad oggi non è certamente più inteso come “perdita del vizio nei riguardi del latte materno”, bensì sta ad indicare quell’ampia fase che ha inizio dai 6 mesi in poi, in cui il bambino si avvicina ai cibi solidi.

Le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che l’assunzione di latte materno rappresenta infatti una risorsa salutare sino ai 2/3 anni di vita e anche oltre (saranno mamma e bimbo/a in base alle loro volontà ed esigenze a scegliere sino a quando continuare).

Col raggiungimento dei 6 mesi di vita, invece di svezzamento tradizionale, parliamo preferibilmente di ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE, dove il cibo solido va per l’appunto ad aggiungersi e non a sostituirsi al latte materno o in formula, che resterà ancora per diversi periodi l’alimento principale.

Età dello svezzamento

L’OMS non indica un’età precisa e puntuale per l’inizio dello svezzamento (tradizionale o non tradizionale), in quanto ci sono molteplici fattori che, vedremo insieme, contribuiranno ad avviare poco prima o poco dopo questa fase, ma sicuramente l’OMS ci raccomanda la prosecuzione dell’allattamento esclusivo o in formula sino ai 6 mesi del nostro bambino/a.

Il consumismo, le pressioni effettuate dal marketing su tutto l’universo mamma, così come i fenomeni culturali e le credenze famigliari a cui siamo sottoposti potrebbero indurvi a voler accelerare i tempi.

”Prima inizia a mangiare e prima tuo figlio diventa grande!” !FALSO!

NOSTRO FIGLIO DEVE ESSERE ADEGUATAMENTE PRONTO e non c’è alcuna fretta!

Per fare maggiore e ulteriore chiarezza ci rifacciamo alle diverse tappe evolutive che caratterizzano la vita dei nostri figli: ogni conquista, se ci riflettiamo, (gattonare, afferrare gli oggetti, camminare, parlare ecc…) è legata all’individuale sviluppo del bambino/a, e ogni progresso è decisamente variabile da soggetto a soggetto.

Proprio partendo da qui, avrà poco senso forzare e nemmeno ostacolare il cambiamento… e lo svezzamento è davvero un cambiamento fondamentale!

Come procedere allora?

Utilizzando tanta, tantissima pazienza cari genitori, conoscendo e seguendo linee guida scientifiche e approvate, e rispettando assolutamente tempi, inclinazioni e preferenze del vostro piccolo/a!

La fase di preparazione dello svezzamento tradizionale

QUALCHE CONSIGLIO PER PREPARARE I CUCCIOLI ALLA FASE ALIMENTARE:

  • Osservandolo/a nelle varie attività giornaliere, assicuriamoci che nostro figlio/a abbia raggiunto le competenze motorie per star seduto/a correttamente, con tronco e testolina che rimangano eretti.
  • Attorno ai 5 mesi iniziamo col rendere partecipe il nostro bimbo/a del momento del pasto, sediamolo a tavola con noi anche se ancora non mangerà: includiamolo/a affinché possa abituarsi e apprezzare ciò che l’occasione conviviale prevede, e riesca altrettanto ad interessarsi dapprima visivamente e poi persino manualmente al cibo.
  • Anche le componenti psico/emotive non devono essere tralasciate, anzi vanno soddisfatte: dimostra interesse e curiosità verso i nostri alimenti? Tende a volerli afferrare? Riconosce o addirittura accetta già il cucchiaino?
  • Per l’appunto, il cucchiaino: sempre all’incirca verso i 5 mesi scompare il riflesso d’estrusione della lingua, il che predispone alla nuova prospettiva di masticare e inghiottire cibi solidi.
  • Possiamo, durante questa prima fase preparatoria, persino sminuzzare ciò che abbiamo nel piatto e porlo davanti alla postazione del nostro piccino/a in piccoli pezzi, così da incentivare accenni di manipolazioni, ovvero favorire un avviamento a questa importante modalità conoscitiva del mondo che li circonda.

DUNQUE È ORA DI CAMBIAMENTI!

“Chi può dirci quando è esattamente il momento giusto? Soltanto il nostro stesso bambino/a!”

Se vuoi approfondire....

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Eccoci: iniziamo lo svezzamento tradizionale

Mamme e papà voi avete un ruolo ben preciso! Siete il modello da imitare dei vostri piccoli: siete coloro che in primis dovranno condurre un buono stile alimentare (rifacendovi a linee guida scientifiche)… E allora: con amore, fantasia e mitezza, il momento del pasto è servito!

svezzamento tradizionale bambino - Unimamma - Alessandra Bellasio

Cominciamo con una sola pappa al giorno, almeno per le prime 2/3 settimane, in maniera da abituare gradualmente il nostro bambino/a e il suo piccolo stomaco; il pranzo è idealmente il momento più opportuno della giornata, ma se per ragioni organizzative volete optare per la cena non sarà di certo un problema.

RICORDATE DI AVVIARVI AI NUOVI APPROCCI RIDIMENSIONANDO LE ASPETTATIVE!

Avevamo parlato di pazienza giusto?

Ebbene, siate consapevoli che potrebbe risultare persino frustrante assistere al proprio bimbo/a mentre si rifiuta di mangiare.

È del tutto normale che possa porre resistenza in principio… non forziamolo e non insistiamo, sarebbe controproducente!

Forniamo alternative: cibi diversi e variegati; e se un alimento proprio non vuol saperne di mangiarlo, cambiamo e riproponiamolo in seguito, entro una decina di tentativi sicuramente lo accetterà di buon grado.

Eliminiamo possibilmente tutte le distrazioni durante questo step così delicato: ci servono attenzione, osservazione, serenità e concentrazione!

Lasciamo ampio spazio alla dimensione esperienziale: il bambino/a deve poter entrare in stretto contatto con odori, sapori e consistenze… rendiamoli liberi di poter sporcare almeno a quest’età, e solo quando avrà terminato d’esplorare potremo pulire tavolo e pavimento sottostante!

Laddove il bimbo/a manifestasse l’intenzione di prendere e voler tenere in mano il cucchiaino, lasciamolo fare, anche la confidenza con gli oggetti inerenti al pasto contribuirà a farlo familiarizzare con questa parte della quotidianità.

Contrariamente a quanto si possa immaginare, EVITIAMO DI METTERE A TAVOLA IL BIMBO/A AFFAMATO DURANTE I PRIMI PASTI: potrebbe essere utile allattarlo o offrire il biberon una mezz’oretta prima, così da predisporlo nelle migliori condizioni per sperimentare ed assaporare il cibo con soddisfazione e curiosità.

Non importano le quantità di cibo che assumerà nei primi tempi, sarà ben più essenziale non esercitare imposizioni e pressioni… i bambini in verità sanno sempre quanto è necessario mangiare e si autoregoleranno.

L’appetito potrà risultare variabile e potrebbero volerci settimane prima che il piccolo/a completi un intero pasto: anche questo è ampiamente nella norma, non è previsto un calendario, dunque senza eccessiva preoccupazione ricordiamoci serenamente che l’alimento cardine è ancora per diverso tempo il latte… quindi procediamo col sorriso!

Alcune accortezze ed indicazioni

Alcune accortezze / indicazioni per i pasti da non tralasciare:

  • OLIO EVO

Olio extra vergine d’oliva da aggiungere rigorosamente a crudo (1 cucchiaino) ad ogni piatto preparato per vostri piccoli; ben diverso da altri oli, ovvero ottenuto dalla sola spremitura a freddo e senza l’aggiunta di additivi chimici.

  • ACQUA

Non dimentichiamoci di offrire un’adeguata idratazione!

I piccoli allattati al seno ottengono moltissima acqua naturalmente attraverso il latte materno (87%), ma in ogni caso è bene proporla ugualmente prima o dopo la pappa e in diversi istanti della giornata, così da abituare gradualmente lo stomaco e radicare la buona abitudine.

I bimbi che assumono la formula artificiale hanno ancor più necessità d’integrare acqua alla fase alimentare in questione.

(Ricordatevi poi, che se effettuate lo svezzamento tradizionale una buona percentuale di acqua è altresì contenuta nel brodo che va ad aggiungersi ad ogni pasto).

Possiamo scegliere di utilizzare un simpatico e allegro bicchierino.

  • NO SALE

Assolutamente vietato!

Tutti i cibi contengono già diverse quantità di sodio atte a soddisfare le esigenze dei bambini.

  • NO ZUCCHERO

Da escludere almeno sino ai 2 anni e anche oltre laddove si possa!

(No anche all’usanza d’intingere il ciuccio in sostanze zuccherine: niente di più errato e nocivo per la salute del vostro bambino/a!)

Curiosità e falsi miti dello svezzamento tradizionale

Qualora scopriate il vostro cucciolo col pugnetto stretto stretto in bocca e pronto a mangiarselo… non cadete in antiche credenze senza alcun fondamento: il vostro bimbo/a non ha fame!

O per lo meno, non è certo che la manina in bocca sia un indicatore ufficiale; molto spesso, dai 6 mesi in poi (a volte persino prima), i bambini segnalano attraverso questo comportamento un crescente fastidio alle gengive che precede o accompagna la nascita prossima dei primi dentini.

Attenzione, così come non è opportuno e indicato inserire cibi solidi prima dei 4 mesi per l’alto rischio allergico e l’enorme esposizione a microorganismi… è invece ormai ampiamente sfatato che si debbano rispettare i crono inserimenti, ritardando l’assunzione di alcuni alimenti.

E allora che dire:

PAPPA BUONA… BIMBI SANI E FELICI… GENITORI ORGOGLIOSI E RILASSATI!”

Ti lascio anche il collegamento al profilo Instagram dove vengono trattate specificamente queste tematiche… se ti va, ci vediamo dall’altra parte!
Ti aspetto!

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