IL TUO BAMBINO NON DORME?

Diamo il benvenuto, carissimi mamme e papà, ad uno degli argomenti più discussi!

Eh già, se si parla di bimbi piccoli il SONNO può rappresentare un cruccio per molti, e addirittura può diventare un grattacapo faticoso da gestire.

Come vi raccomando molto spesso: mettiamo da parte tradizioni e consigli non richiesti e affidiamoci a chi possiede le competenze per interpretare i comportamenti del nostro bambino/a, così da individuare eventuali problematiche e delineare concrete e pratiche soluzioni.

Domande ricorrenti sul perché il bambino non dorme

RACCONTIAMO LE VOSTRE ESPERIENZE, LEGGIAMO LE VOSTRE PREOCCUPAZIONI…

…E COMPRENDIAMO COSA POTER FARE DI VERAMENTE UTILE PER IL BUON SONNO DEI NOSTRI BAMBINI

Domanda Mamma1:

“Saltare qualche notte? Io non dormo dalla nascita della mia bambina!

Durante la notte mia figlia si è sempre svegliata ogni 2/3 ore, non per forza per poppare, ma semplicemente smetteva di dormire; durante il giorno tutti micro sonnellini che ricaricavano solo lei e lasciavano me più esausta di prima e totalmente incapace nello svolgere qualsiasi tipo di compito domestico o altro… un andirivieni tra lacrime, cullare, cantare, finalmente un po’ di quiete… e poco dopo di nuovo tutto da capo con un ulteriore risveglio.

Più volte il pediatra mi ha detto che Anna non ha nessun tipo di problema: dovevamo più che altro trovare il nostro ritmo e la nostra modalità, ma a 5 mesi compiuti siamo ancora nella stessa situazione… e io muoio letteralmente dal sonno ormai.

Come posso fare? Ci sono speranze che la cosa migliori?”

Domanda Mamma2:

”Mio figlio che ha sempre preso il latte artificiale ha sempre dormito praticamente: l’ultimo biberon lo davo verso le 00.30 e poi sino alle 5.30/6.00 faceva un’unica tirata.

Se non fosse che dai 7 mesi circa sino ad ora (attualmente ne ha 8) tutto è cambiato.

Lorenzo la sera sembra non volersi mai addormentare, e durante la notte un paio di risvegli con tanto di pianti acuti ci spezzano il sonno.

Anche durante la giornata il bambino non dorme e sembra che quasi rifiuti il momento del riposo.

Credo d’aver provato di tutto e sento che gradualmente sta venendo a mancare la pazienza e la lucidità.

Come posso essergli d’aiuto? Quali rimedi o tattiche posso tentare?”

Domanda Mamma3:

”Aiuto! Il mio bimbo non dorme praticamente mai, e io non so come fare! Brando, 3 mesi e mezzo.

Al massimo 1 ora di sonno di fila, sia di giorno che di notte.

Come posso gestirmi? Ho davvero urgente bisogno di consigli e strategie… e ho bisogno di non sentirmi così stanca come mi sento adesso!”

Il bambino non dorme: cosa fare?

Cause e motivazioni

ANDIAMO CON ORDINE, gli esempi li abbiamo, sono chiari, e possiamo facilmente rivederci nei panni di queste 3 mamme che mi hanno chiesto aiuto:

  • analizziamo le cause ricorrenti
  • formuliamo ipotesi
  • cerchiamo una buona via da seguire

(Partiamo dal presupposto che tutti i genitori dovrebbero essere a conoscenza di alcuni semplici concetti e circostanze che si verificano, per risultare prontamente d’aiuto al proprio piccolo, guidandolo verso un corretto e sano ritmo sonno/veglia.)

Possiamo dire con grande chiarezza che ci sono motivazioni frequenti per cui il bambino/a potrebbe manifestare difficoltà ad addormentarsi, difficoltà a mantenere il rilassamento durante il sonno, o addirittura risvegliarsi continuamente.

Oggi vediamo insieme proprio questo tipo di casistica…

Il bambino difficilmente riesce ad addormentarsi in autonomia.

Quando è stanco, per lo più, manda dei segnali appositi mirati a richiedere l’intervento di mamma e papà per condurlo all’addormentamento.

Laddove i segnali in questione non vengano colti per tempo o addirittura non vengano riconosciuti, dunque nostro figlio non viene aiutato a rilassarsi e a dormire, potrebbe accadere che il piccolo resti sveglio ad oltranza, divenendo irritabile, e tutto ciò andrà a favorire un inevitabile circolo vizioso sostenuto dagli ORMONI DELLO STRESS.__

?COSA SONO QUESTI ORMONI DELLO STRESS?

Gli ormoni dello stress una volta che interverranno e si innalzeranno, contribuiranno a rendere difficile o estremamente faticoso l’addormentamento, e quando esso finalmente sopraggiungerà sarà di breve durata e frammentato (suddiviso in numerosi risvegli).

Per parlare attraverso un esempio semplice, diciamo che diventa davvero il “cane che si morde la coda” e che conviene evitare: più il nostro bambino sentirà la stanchezza, più sarà difficoltoso rasserenarlo e farlo concretamente dormire.

?E ALLORA?

E dunque… proprio come per tutto il resto che lo riguarda, dobbiamo doverosamente imparare il linguaggio del nostro “neonatino, ovvero l’unica sua modalità di comunicazione al momento:

DOBBIAMO IMPARARE A RICONOSCERE QUESTI FAMOSI SEGNALI PER AGIRE E RISOLVERE I SUOI PROBLEMI LEGATI AL SONNO… E ANCHE I NOSTRI, CHE MERITANO DI NON ESSERE SOTTOVALUTATI!

Tutta la famiglia ci guadagnerà in salute!

Quali sono i segnali indicativi?

E I SEGNALI RICORRENTI QUALI SONO?

Premettiamo che i segnali del perché il bambino non dorme, di cui parliamo in questa sede, e che nostro figlio ci invia, sono dapprima PRECOCI e poi TARDIVI (proprio come accade quando è affamato): se ci è possibile, cari genitori, e se riusciamo a coglierli, è di gran lunga preferibile intervenire ai primi segnali di sonno, quindi i così detti precoci, proprio per non incappare in situazioni inconsolabili e complicare il tutto.

I SEGNALI PRECOCI

  • Il bambino/a perde interesse per giocattoli, attività e persone
  • Diviene improvvisamente molto tranquillo, o il contrario, molto agitato
  • Sbadiglia più o meno ripetutamente
  • Gira il viso per sfuggire agli stimoli

I SEGNALI TARDIVI

  • Il bambino/a si sfrega gli occhi
  • Vuole poppare
  • Cerca il contatto volendo stare in braccio
  • Si tira le orecchie
  • Si dimena irritato
  • Piange in maniera inconsolabile
  • Se preso in braccio sfrega il proprio viso contro il petto o le spalle di chi lo sostiene

Cosa fare se il bambino non dorme?

S.O.S…. COSA FACCIAMO?

COSA FARE SE IL BAMBINO NON DORME?

Qui ce la giochiamo noi mamme e papà, e dobbiamo far del nostro meglio: amore incessante e buon metodo!

– Se l’abbiamo perduta, facciamo un profondo respiro e recuperiamo la pazienza: nostro figlio/a non vuole farci adirare, bensì ha estrema necessità d’essere guidato, mano nella mano.

– Assumiamo un atteggiamento equilibrato e quieto, così da rimandare al nostro bambino/a serenità.

– Cominciamo a confortare il nostro piccolino/a accogliendo appieno le sue richieste: prendiamolo in braccio, attacchiamolo al seno, o prepariamo un biberon adeguato.

– Interrompiamo ogni attività in corso, che sia comune o solo nostra, questo momento deve essere impiegato tutto in favore di nostro figlio: il massimo impegno, la totale dedizione e concentrazione ci consentirà di ottenere in minor tempo sicuramente un miglior risultato.

– Allontaniamoci da tutti gli stimoli, e a seconda di dove ci troviamo prediligiamo il setting allestito per il riposo.

– Parliamo al nostro cucciolo/a con estrema calma, utilizzando un tono di voce pacato che vada a scemare sussurrando.

– Non affidiamoci a sonagli e simili: se il nostro pupo/a gradisce l’oscillazione culliamolo dolcemente senza movimenti bruschi, e se lo riteniamo necessario accompagniamolo con la voce effettuando dei sibili gentili (“Shhhhh… Shhhh…”).

– Utilizziamo la nostra presenza e il nostro abbraccio stretto per scalfire l’insicurezza che il sonno porta con sé, proprio come condizione di non-conoscenza: i bambini non sanno realmente cosa li aspetta dall’altra parte una volta che si addormenteranno, ciò promuove ansia e timori, e li subordina ad uno stato di incertezza e mancato rilassamento.

– Aiutiamolo quanto più è in nostro potere a distendersi e lasciarsi andare con fiducia, infondiamo calore e affetto come ben sappiamo fare, e accompagniamolo con armonia verso il sonno.

Ad onor del vero dobbiamo dire che quelle trattate qui oggi sono solo alcune delle motivazioni per cui si potrebbero riscontrare problematiche legate al sonno dei nostri figli: abbiamo menzionato e affrontato appunto le più frequenti, legate a situazioni comuni, che coinvolgono i più, e che naturalmente non prevedono la latenza di una patologia e quindi un approccio clinico e specialistico.

(*Ricordate che qualsiasi circostanza interessi i vostri figli è sempre buona norma richiedere il consulto del proprio pediatra, che conoscendovi e analizzando il tutto, saprà indirizzarvi e rassicurarvi).

Ogni età e fase che il bambino/a attraversa delinea una quantità di ore di sonno differenti di cui sentirà il bisogno; altrettanto l’individualità propriamente di quel singolo bambino/a esprimerà delle necessità precise relative al sonno e tutte le abitudini e modalità annesse…

… Ora mamme e papà abbiamo un’idea di cosa fare e come farlo: per tutto il resto ci saranno sempre i nostri figli a guidarci!

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