Loading

Stai cercando l’ospedale dove partorire e tra i tanti criteri che stai valutando c’è anche questo: vorrei una struttura dove l’allattamento abbia davvero la possibilità di iniziare bene.

È una domanda che molte donne si pongono, soprattutto se hanno sentito storie di mamme che hanno scoperto solo dopo il parto che l’ospedale dove avevano partorito non facilitava l’allattamento esclusivo, che separava i bambini dalle madri per ore, che offriva biberon senza chiedere, che il personale non sapeva come aiutare con un attacco difficile. 

La scelta dell’ospedale dove partorire influenza direttamente il successo dell’allattamento. Non è l’unico fattore, ma è uno dei più importanti, perché le prime ore e i primi giorni dopo la nascita sono cruciali per avviare un allattamento sereno. Ecco come riconoscere una struttura che lo supporta davvero.

Cos'è il rooming-in e perché è fondamentale

Neonato in culla - rooming-inIl rooming-in è la pratica di mantenere il neonato nella stessa stanza della madre durante il ricovero ospedaliero dopo il parto, 24 ore su 24. Si tratta di una pratica basata su evidenze scientifiche solide che cambia completamente l’esito dell’allattamento. 

Quando il bambino rimane con la madre, l’allattamento può iniziare precocemente, entro la prima ora di vita se possibile, e continuare a richiesta senza interruzioni. La madre impara a riconoscere i segnali di fame del suo bambino prima che pianga disperato, il piccolo ha accesso al seno ogni volta che lo cerca, e il contatto pelle a pelle continuo favorisce la produzione di latte e la regolazione del bambino. 

Quando invece il bambino viene portato in una nursery separata, l’allattamento diventa frammentato. Le poppate avvengono a orari prestabiliti, spesso ogni tre o quattro ore, il che non corrisponde ai ritmi naturali del neonato. Se il bambino ha fame a due ore dalla poppata precedente, non può mangiare: deve aspettare. Se la madre ha il seno gonfio e dolorante, non può allattare quando ne avrebbe bisogno per alleviare il disagio. Il risultato è che molti bambini ricevono integrazioni di formula durante la notte, quando la madre non è presente, senza che lei lo sappia fino al mattino. 

Le linee guida nazionali e internazionali, incluse quelle dell’Università degli Studi di Padova e del Ministero della Salute italiano, sottolineano che il rooming-in è uno dei pilastri del supporto all’allattamento in ospedale. 

La Baby Friendly Hospital Initiative: cosa significa davvero

La Baby Friendly Hospital Initiative (BFHI) è un programma internazionale lanciato dall’OMS e dall’UNICEF nel 1991 che certifica gli ospedali che rispettano dieci criteri specifici per supportare l’allattamento materno e il benessere del neonato. 

Questi dieci criteri includono: una politica scritta sull’allattamento che viene comunicata a tutto il personale, la formazione di tutto il personale sanitario in tecniche di allattamento, l’informazione alle donne in gravidanza sui benefici e la gestione dell’allattamento, l’incoraggiamento dell’allattamento entro la prima ora di vita, l’insegnamento alle madri di come allattare e come mantenere la produzione di latte anche se separate dal bambino, l’evitare di somministrare alimenti o bevande diverse dal latte materno ai neonati allattati al seno se non per indicazioni mediche, la pratica del rooming-in 24 ore su 24, l’incoraggiamento dell’allattamento a richiesta, l’evitare di dare ciucci o tettarelle ai neonati allattati al seno, e il supporto nel contatto con gruppi di sostegno all’allattamento dopo la dimissione. 

Un ospedale certificato Baby Friendly ha dimostrato di aver implementato questi standard e di mantenerli nel tempo. In Italia, gli ospedali certificati BFHI sono ancora una minoranza, anche se il numero sta crescendo. Cercare un ospedale con questa certificazione è un modo concreto per assicurarsi che l’allattamento sia una priorità strutturale, non solo una dichiarazione di intenti.

Come riconoscere un ospedale che supporta davvero l'allattamento

Se l’ospedale dove stai pensando di partorire non è certificato BFHI, non significa automaticamente che non supporti l’allattamento. Ma ci sono segnali concreti che puoi cercare per valutare la qualità del supporto.

Chiedere esplicitamente durante la visita in gravidanza.

Molti ospedali offrono tour prenatali. Durante la visita, chiedi specificamente: “Praticate il rooming-in 24 ore su 24?” Chiedi: “Se allatto al seno, il mio bambino riceverà integrazioni di formula?” Se la risposta è “solo se medicalmente necessario”, è un buon segnale. Se è “sì, di routine”, è un campanello d’allarme. 

Puoi consultare le valutazioni di altre donne che hanno partorito nell’ospedale che ti interessa direttamente sul sito di bestbirth.it (Troverai anche l’indicazione sulla presenza del rooming-in e sulla modalità con cui viene applicato: in modo rigido oppure con flessibilità rispetto alle esigenze materne.)

Valutare la presenza di consulenti IBCLC.

IBCLC sta per International Board Certified Lactation Consultant, ed è la certificazione internazionale per le consulenti in allattamento. Un ospedale che ha almeno una consulente IBCLC in organico ha investito nel supporto all’allattamento. Se non ne ha, il supporto dipenderà dalla formazione individuale delle ostetriche e delle infermiere, che può essere molto variabile. 

Chiedere della formazione del personale.

Un ospedale che supporta davvero l’allattamento forma regolarmente il suo personale. Chiedi: “Quanto spesso il vostro personale riceve formazione su allattamento e attacco del neonato?” Se la risposta è “una volta all’anno” o “non so”, è un segnale che l’allattamento non è una priorità strutturale. 

Informarsi sulla politica sulle integrazioni di formula artificiale e uso di succhietti (ciucci)

Chiedi: “In quali situazioni offrite integrazioni di formula ai neonati allattati al seno?” Se la risposta include “se il bambino piange molto” o “se la madre è stanca”, significa che le integrazioni vengono usate come soluzione di comodità, non come intervento medico. Se la risposta è “solo se il bambino perde più del 10% del peso alla nascita, se non urina a sufficienza, o se ci sono altre indicazioni mediche specifiche”, è un buon segnale. 

Chiedere della continuità di supporto dopo la dimissione. 

Un ospedale che supporta davvero l’allattamento non perde il contatto con la paziente alla sua dimissione ma la mantiene. Chiedi: “Quali servizi di supporto all’allattamento offrite dopo la dimissione? Posso contattare una consulente se ho problemi?” Se l’ospedale ha un numero di telefono dedicato, consulenze gratuite nei giorni successivi al parto, o collaborazioni con gruppi di sostegno territoriali, è un segnale che il supporto è integrato.

Il ruolo della Baby Friendly Community Initiative

Neonato in culla - rooming-inQuello che molte donne non sanno è che il supporto all’allattamento non finisce all’ospedale. Continua nei servizi territoriali: i consultori, i pediatri, i servizi di neonatologia territoriale. 

La Baby Friendly Community Initiative (BFCI) estende i principi della BFHI ai servizi sanitari, socio-sanitari ed educativi del territorio. Un ospedale Baby Friendly che collabora con servizi territoriali certificati BFCI crea un continuum di supporto che accompagna la madre e il bambino dalle prime settimane fino ai sei mesi e oltre. 

Quando scegli un ospedale, vale la pena informarsi anche su questo: quali servizi territoriali supportano l’allattamento nella tua zona? Ci sono consultori con consulenti IBCLC? Il pediatra che sceglierai ha formazione specifica in allattamento? Questi dettagli fanno la differenza tra un allattamento che procede bene e uno che si interrompe per mancanza di supporto. 

Trova un IBCLC vicino a me

La formazione del personale: il fattore invisibile che cambia tutto

Neonato in culla - rooming-inUn aspetto che spesso passa inosservato è la formazione del personale. Un’ostetrica che sa come valutare un attacco corretto, che sa riconoscere i segnali di un allattamento in difficoltà, che sa insegnare alla madre come posizionare il bambino, cambia completamente l’esperienza delle prime poppate.

Quando il personale non ha questa formazione, le mamme si trovano sole a gestire un attacco doloroso, un bambino che non riesce a prendere il seno, un seno gonfio e dolorante, senza ricevere aiuto concreto. Molte interrompono l’allattamento nei primi giorni non perché non vogliano, ma perché non hanno ricevuto il supporto necessario per superare le difficoltà iniziali. 

Chiedi all’ospedale: “Come viene formata la vostra équipe su allattamento e attacco del neonato?” Se la risposta è vaga, o se il personale che incontri durante il ricovero non sa rispondere a domande specifiche su posizionamento e attacco, è un segnale che la formazione non è una priorità.

Cosa cercare nel piano del parto

Se stai preparando un piano del parto, includi specificamente le tue preferenze riguardo all’allattamento. Scrivi: “Desidero il rooming-in 24 ore su 24”, “Desidero che il mio bambino non riceva integrazioni di formula se non per indicazioni mediche”, “Desidero essere supportata da una consulente di allattamento se ho difficoltà”, “Desidero contatto pelle a pelle immediato dopo il parto”.

Un ospedale che supporta davvero l’allattamento leggerà il tuo piano del parto e lo rispetterà. Se durante il ricovero scopri che le tue preferenze non vengono rispettate senza una ragione medica chiara, hai il diritto di chiedere spiegazioni e di insistere.

Quando l'allattamento incontra difficoltà: il supporto che fa la differenza

Anche negli ospedali migliori, l’allattamento può incontrare difficoltà. Un bambino che non riesce a prendere il seno, una madre con ragadi dolorose, un seno gonfio e ingorgo, una produzione di latte che sembra insufficiente: questi problemi sono comuni e, nella stragrande maggioranza dei casi, risolvibili. 

La differenza tra un allattamento che continua e uno che si interrompe spesso dipende da quanto velocemente e quanto bene viene affrontato il problema. Un ospedale con consulenti IBCLC disponibili, con personale formato, con protocolli chiari per la gestione delle difficoltà, trasforma una situazione potenzialmente frustrante in un’opportunità di apprendimento e di supporto. 

Se stai cercando di capire come riconoscere e affrontare le difficoltà comuni dell’allattamento, puoi trovare approfondimenti nell’articolo su allattamento al seno: consigli pratici per partire al meglio, che affronta i problemi più frequenti e come risolverli. 

La scelta consapevole dell'ospedale

Scegliere l’ospedale dove partorire è una decisione importante, e il supporto all’allattamento è uno dei criteri legittimi su cui basarla. Non è una scelta “naturale” o “alternativa”: è una scelta basata su evidenze scientifiche solide che influenzano direttamente il benessere tuo e del tuo bambino. 

Se l’ospedale dove vorresti partorire non supporta l’allattamento come vorresti, hai il diritto di cercare una soluzione diversa. Se non hai alternative nella tua zona, sapere in anticipo quali saranno le sfide ti permette di prepararti, di cercare supporto esterno, di avere aspettative realistiche. 

Quello che non ha senso fare è scoprire solo dopo il parto che l’ospedale dove hai partorito non supporta l’allattamento. La scelta consapevole, fatta prima, cambia tutto. 

Se vuoi approfondire come prepararsi all’allattamento prima del parto, il mio corso Preparazione all’Allattamento a 360° affronta questi temi in modo completo, inclusa la valutazione della struttura ospedaliera e la preparazione alle prime settimane. Puoi anche leggere l’articolo su come scegliere l’ospedale dove partorire, che affronta altri criteri importanti oltre all’allattamento.

Fonti

Università degli Studi di Padova. Linee guida per l’allattamento. Descrizione del ruolo del rooming-in, della Baby Friendly Hospital Initiative (BFHI) e della Baby Friendly Community Initiative (BFCI) nel supporto integrato all’allattamento. 2021. 

Ministero della Salute. Linee guida per l’allattamento. Conferma dell’importanza dell’allattamento esclusivo nei primi sei mesi e del supporto da parte dei servizi sanitari territoriali. 2021. 

World Health Organization, UNICEF. Baby-Friendly Hospital Initiative: Revised, Updated and Expanded for Integrated Care. 2009. 

Horta BL, Victora CG, Loret de Mola C. Long-term consequences of breastfeeding on cholesterol, obesity, systolic blood pressure, type 2 diabetes and literacy: a pooling of cohort studies. Acta Paediatr. 2015;104(S467):30-37. 

Sinha B, Chowdhury R, Sankar MJ, et al. Interventions to improve breastfeeding outcomes: a systematic review and meta-analysis. Acta Paediatr. 2015;104(S467):114-134.

Corsi consigliati:

Corso preparto online: completo e pratico per parto e allattamento

La preparazione completa che sostituisce il corso in ospedale: parto, allattamento e primi mesi, con la libertà di seguirlo quando vuoi e insieme al partner.

Corso allattamento: come prepararsi a 360° e iniziare nel modo giusto

Un corso ultra completo, per iniziare l'allattamento nel modo migliore fin dalla gravidanza.

seguimi su Instagram

Non perderti gli altri approfondimenti sul parto e scopri tutti i corsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *