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Parto prematuro: cosa sapere? 

Affrontare una nascita prima del termine può generare molte domande, timori e incertezze. Comprendere meglio cosa comporta un parto prematuro, quali segnali tenere sotto controllo e quali possono essere le conseguenze, è il primo passo per affrontare la situazione con maggiore consapevolezza.

Il parto prematuro è una delle principali complicanze ostetriche e riguarda circa il 7% delle nascite in Italia.(dati ISTAT e CeDAP 2021-2023)(Circa 30.000 neonati pretermine all’anno in Italia (fonte: SIN – Società Italiana di Neonatologia).

Quando il travaglio si avvia prima della 37ª settimana di gestazione, il bambino nasce prima del termine e viene definito neonato prematuro. In questi casi, l’assistenza tempestiva e il supporto adeguato possono fare una grande differenza.

In questo articolo analizziamo in modo chiaro e aggiornato le cause del parto prematuro, i sintomi da non sottovalutare, i rischi per il neonato e le implicazioni emotive per i genitori.

Cos’è il parto prematuro: definizione e classificazione

Per comprendere appieno le implicazioni del parto prematuro, è fondamentale partire dalla sua definizione e dalla classificazione in base all’epoca gestazionale. Questi elementi aiutano a valutare meglio le condizioni del neonato e le possibili complicanze associate.

La gravidanza fisiologica si considera a termine tra le 37 e le 42 settimane. Quando il parto avviene prima delle 37 settimane compiute, si parla di nascita pretermine.

In base all’epoca gestazionale, il parto prematuro si classifica in:

  • Parto estremamente pretermine: <28 settimane
  • Parto molto pretermine: 28–31 settimane + 6 giorni
  • Parto moderatamente pretermine: 32–33 settimane + 6 giorni
  • Parto tardivamente pretermine: 34–36 settimane + 6 giorni

Immaturità degli organi nei neonati pretermine

I bambini nati prima del termine (prima di 37 settimane) possono presentare immaturità d’organo, in particolare:

  • Polmoni: Sviluppo incompleto del surfattante, con rischio di Sindrome da distress respiratorio (RDS).
  • Cervello: Vasi sanguigni fragili (rischio di emorragie intraventricolari, IVH) e immaturità della sostanza bianca (rischio di leucomalacia periventricolare, PVL).
  • Intestino: Scarsa tolleranza all’alimentazione enterale (rischio di enterocolite necrotizzante, NEC)

 

L’epoca della nascita influisce profondamente sulla prognosi e sul tipo di assistenza necessaria, sia per la madre che per il bambino.

Cause del parto prematuro: perché può succedere?

Capire cosa può portare a un parto prematuro è fondamentale per la prevenzione e il monitoraggio delle gravidanze a rischio. Le cause non sono sempre chiare, sono spesso multifattoriali, e la ricerca ha individuato numerosi fattori coinvolti.

Cause materne

  • Infezioni vaginali o urinarie non trattate
  • Patologie croniche (ipertensione, diabete, malattie autoimmuni)
  • Anomalie uterine (es. utero setto, fibromi) o cervicali
  • Rottura prematura delle membrane (PROM)
  • Storia di precedenti parti prematuri

Cause legate alla gravidanza

  • Gravidanza gemellare o multipla
  • Emorragie, distacco di placenta, polidramnios
  • Insufficienza placentare o restrizione della crescita fetale

Fattori legati allo stile di vita

  • Fumo, alcol, droghe
  • Stress cronico o eventi traumatici
  • Condizioni socioeconomiche svantaggiate
  • Lavori fisicamente usuranti, stanchezza estrema

In alcuni casi, il parto viene anticipato per necessità mediche: si parla allora di parto prematuro iatrogeno. Nello specifico: 

  • Spontaneo (70% dei casi): contrazioni precoci, rottura prematura delle membrane.
  • Indotto (30%): per condizioni materne/fetali (preeclampsia, IUGR, infezioni).

Comprendere questi fattori consente di attivare strategie di sorveglianza e intervento precoci, fondamentali per tutelare la salute di madre e bambino.

Sintomi del parto prematuro: segnali da non ignorare

Prestare attenzione ai segnali del corpo durante la gravidanza è essenziale, soprattutto quando ci si avvicina al terzo trimestre. Alcuni sintomi, se riconosciuti per tempo, possono fare la differenza nella prevenzione di un parto prematuro. Ciò può permettere un intervento tempestivo e può ridurre il rischio di complicanze. È importante monitorare con attenzione ogni cambiamento che si verifica prima della 37ª settimana.

I principali sintomi da osservare sono:

  • Contrazioni uterine regolari e ravvicinate (diverse dalle contrazioni di braxton-hicks)
  • Sensazione di pressione al basso ventre o al retto
  • Dolore lombare persistente, simile a quello mestruale
  • Perdita di liquido chiaro dalla vagina (possibile rottura delle membrane)
  • Perdite ematiche o secrezioni vaginali anomale
  • Crampi o indurimenti del pancione frequenti

In presenza di uno o più sintomi è consigliato recarsi immediatamente al pronto soccorso ostetrico per una valutazione clinica.

Attenzione: se senti la pancia indurirsi spesso, potresti avere contrazioni che meritano osservazione. In alcuni casi si tratta di fenomeni fisiologici, ma in altri possono segnalare l’inizio di un travaglio prematuro. Ne parlo in modo approfondito nell’articolo dedicato:  Pancia dura in gravidanza: quando preoccuparsi?

In definitiva, identificare precocemente questi segnali consente di agire subito, riducendo i rischi per il bambino e migliorando gli esiti della gravidanza.

Rischi del parto prematuro per il neonato

La consapevolezza è il primo strumento di protezione in gravidanza. Sapere cosa osservare e come reagire può fare la differenza nelle situazioni a rischio.

I rischi del parto prematuro dipendono soprattutto dall’epoca della nascita e dalla maturità degli organi vitali. I neonati prematuri possono presentare diverse fragilità:

  • Difficoltà respiratorie (sindrome da distress respiratorio, RDS)
  • Problemi neurologici, come l’emorragia intraventricolare
  • Enterocolite necrotizzante (NEC)
  • Alterazioni della suzione e della termoregolazione
  • Maggiore rischio di sepsi neonatale
  • Complicanze a lungo termine: disturbi dello sviluppo motorio e cognitivo, problemi visivi e uditivi

Nonostante questi rischi, grazie ai progressi della medicina neonatale la sopravvivenza dei prematuri è oggi molto più elevata, anche sotto le 30 settimane. sopravvivenza 95% dopo 28 settimane, ~60-70% a 24 settimane (dati EPICure e rete neonatale italiana).

  • Anche i neonati di 22–23 settimane hanno possibilità di sopravvivenza (con variabilità tra centri).
  • Follow-up a lungo termine è essenziale per monitorare sviluppo neurologico e respiratorio.

Identificare precocemente questi segnali consente di agire subito, riducendo i rischi per il bambino e migliorando gli esiti della gravidanza.

Quando si tratta di salute materna e fetale, anche un piccolo segnale può avere un grande significato: mai sottovalutare ciò che il corpo comunica.

Parto prematuro e impatto emotivo: il tempo che si spezza

Quando una nascita arriva troppo presto, a spezzarsi non è solo il tempo della gravidanza, ma anche l’equilibrio emotivo di chi l’ha vissuta. Il parto prematuro lascia spesso un segno profondo nella psiche dei genitori, oltre che nella loro quotidianità.

Un parto prematuro, dunque, non è solo un evento medico: è anche un’esperienza emotiva complessa, carica di paure e domande. I genitori possono sperimentare:

  • Ansia intensa per la salute del neonato
  • Senso di colpa o fallimento
  • Traumi legati alla separazione precoce
  • Difficoltà nell’allattamento o nella creazione del legame

È essenziale offrire supporto psicologico, vicinanza e strumenti concreti, come il contatto pelle a pelle (kangaroo care), l’ascolto attivo e il coinvolgimento dei genitori nella cura del neonato.

Accogliere e accompagnare queste emozioni è parte integrante della cura, perché anche i genitori, in quel momento, hanno bisogno di essere accuditi.

Conclusioni: cosa sapere sul parto prematuro

Arrivare preparati a gestire un parto prematuro non significa solo conoscere i dati clinici, ma anche accogliere la complessità umana che lo accompagna. È un evento che richiede competenze mediche e sensibilità emotiva.

Il parto prematuro è una sfida che coinvolge il corpo, la mente e il cuore. Anche se non sempre si può prevenire, è possibile riconoscere i segnali d’allarme, attivare cure tempestive e offrire una rete di sostegno efficace ai genitori.

Ogni giorno guadagnato nell’utero è prezioso. Ma anche quando la nascita arriva troppo presto, non è mai troppo tardi per prendersi cura del tuo piccolo

Il tempo, la presenza e la vicinanza contano tanto quanto la medicina.

Ricorda che ogni storia è unica, ma tutte meritano ascolto, supporto e fiducia: perché anche nella fragilità può nascere una forza inattesa.

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