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Negli ultimi anni sempre più donne arrivano al termine della gravidanza con una domanda molto concreta: ha senso raccogliere il colostro prima del parto?

La risposta non è uguale per tutte le donne ma dipende da alcuni aspetti.

Il colostro è il primo latte prodotto dal seno, presente già nelle ultime settimane di gravidanza. È denso, concentrato e ricchissimo di anticorpi e proprio per questo viene visto come una risorsa preziosa, da “non sprecare”.

Ma il punto non è quanto colostro si riesce a raccogliere ma capire se serve davvero farlo (e quando evitarlo).

Quando è consigliato raccogliere il colostro prima del parto

Donna che raccoglie il colostro in gravidanzaLe evidenze scientifiche supportano la raccolta del colostro come pratica da proporre a donne che si trovano in situazioni particolari.

La principale riguarda il diabete in gravidanza, perché i neonati hanno un rischio maggiore di ipoglicemia nelle prime ore di vita. In questi casi avere a disposizione colostro materno può ridurre il ricorso al latte artificiale e migliorare l’outcome dell’allattamento.

Può essere indicato anche in presenza di:

  • parto cesareo programmato (per il rischio di separazione precoce dopo la nascita);
  • gravidanze gemellari (per il rischio di separazione precoce per eventuale prematurità);
  • sospette difficoltà neonatali (come alcune malformazioni);
  • precedenti difficoltà con l’allattamento precedente;
  • condizioni ormonali materne come PCOS o ipoplasia mammaria.

In questi contesti la raccolta del colostro è uno strumento clinico mirato che puà rivelarsi utile e efficace.

Quando è meglio non farlo

La stimolazione del seno può indurre il rilascio di ossitocina, l’ormone che stimola le contrazioni e in alcune situazioni particolari potrebbe essere controindicata.   

Ad esempio in caso di:

  • gravidanza a rischio di parto pretermine;
  • placenta previa;
  • sanguinamenti in gravidanza;
  • gravidanza multipla prima del termine.

In questi casi è consigliabile discuterne attentamente con chi ti segue in gravidanza.

Come raccogliere il colostro nelle ultime settimane di gravidanza

Siringa di colostroQuando indicato, la raccolta segue un protocollo preciso:

Si inizia intorno alle 36-37 settimane, mai prima.

La tecnica è esclusivamente manuale e non prevede l’utilizzo di tiralatte.

La mano si posiziona a “C” attorno all’areola, comprimendo delicatamente verso il torace e poi verso il capezzolo con un movimento ritmico e le gocce che si formano vengono raccolte con una piccola siringa sterile.

Le sessioni sono brevi, di pochi minuti per seno, una o due volte al giorno.

N.B.: Se durante la stimolazione compaiono contrazioni dolorose, è necessario interrompere.

Quanto colostro si produce (e perché non devi preoccuparti)

Devi sapere che il colostro si produce in quantità molto piccole ed è assolutamente normale raccogliere poche gocce, a volte addirittura niente.

Non è un segnale di scarsa produzione e non è un segnale di come sarà la tua successiva produzione di latte o il tuo allattamento.

Negli ultimi tempi si è diffusa l’idea che “più ne raccolgo, meglio è” ma questo approccio, spesso alimentato dai social, rischia di creare aspettative irrealistiche e frustrazione.

La quantità di colostro raccolto in gravidanza non predice il successo dell’allattamento!

Come conservare il colostro raccolto

Il colostro può essere conservato con le stesse indicazioni previste per il latte materno maturo.

  • in frigorifero fino a 5 giorni;
  • in congelatore fino a 6 mesi.

Una volta scongelato va utilizzato entro 24 ore e non può essere ricongelato.

Per il trasporto in ospedale è necessario utilizzare una borsa termica e consegnarlo al personale sanitario.

Il rischio più comune: raccogliere il colostro con ansia da prestazione

Negli ultimi anni la raccolta del colostro è diventata quasi una “tappa obbligata” della gravidanza e chi non riesce ad estrarre quantità rilevanti rischia di perdere di vista il senso della pratica oltre che creare inutili preoccupazioni.

Prepararsi davvero all’allattamento

Se l’obiettivo è arrivare al parto preparate, la differenza non la fa una siringa piena di colostro ma la comprensione di come funziona l’allattamento e ricevere un supporto adeguato nel momento del bisogno.

Sapere cosa aspettarsi nei primi giorni, riconoscere i segnali del bambino, capire come attaccarlo correttamente ha un impatto molto più concreto.

Se vuoi arrivare preparata puoi approfondire questi aspetti nel corso preparto, dove trovi anche una parte dedicata all’allattamento, oppure nel percorso completo allattamento a 360 gradi, pensato proprio per costruire basi solide già in gravidanza.

Può esserti utile anche leggere Allattamento al seno: consigli pratici per partire al meglio, per avere una visione chiara di cosa succede davvero nei primi giorni.

FAQ

Quando è consigliato raccogliere il colostro prima del parto?

La principale riguarda il diabete in gravidanza, perché i neonati hanno un rischio maggiore di ipoglicemia nelle prime ore di vita. In questi casi avere a disposizione colostro materno può ridurre il ricorso al latte artificiale e migliorare l’outcome dell’allattamento. Può essere indicato anche in presenza di parto cesareo programmato (per il rischio di separazione precoce dopo la nascita); gravidanze gemellari (per il rischio di separazione precoce per eventuale prematurità); sospette difficoltà neonatali (come alcune malformazioni); precedenti difficoltà con l’allattamento precedente; condizioni ormonali materne come PCOS o ipoplasia mammaria.

Come raccogliere il colostro nelle ultime settimane di gravidanza?

Si inizia intorno alle 36-37 settimane, mai prima. La tecnica è esclusivamente manuale e non prevede l’utilizzo di tiralatte. La mano si posiziona a “C” attorno all’areola, comprimendo delicatamente verso il torace e poi verso il capezzolo con un movimento ritmico e le gocce che si formano vengono raccolte con una piccola siringa sterile. Le sessioni sono brevi, di pochi minuti per seno, una o due volte al giorno. N.B.: Se durante la stimolazione compaiono contrazioni dolorose, è necessario interrompere.

Quanto colostro si produce (e perché non devi preoccuparti)?

Non è un segnale di scarsa produzione e non è un segnale di come sarà la tua successiva produzione di latte o il tuo allattamento. Negli ultimi tempi si è diffusa l’idea che “più ne raccolgo, meglio è” ma questo approccio, spesso alimentato dai social, rischia di creare aspettative irrealistiche e frustrazione. La quantità di colostro raccolto in gravidanza non predice il successo dell’allattamento!

Come conservare il colostro raccolto?

In frigorifero fino a 5 giorni; in congelatore fino a 6 mesi. Una volta scongelato va utilizzato entro 24 ore e non può essere ricongelato. Per il trasporto in ospedale è necessario utilizzare una borsa termica e consegnarlo al personale sanitario.

Quando è meglio non farlo?

Ad esempio in caso di gravidanza a rischio di parto pretermine; placenta previa; sanguinamenti in gravidanza; gravidanza multipla prima del termine. In questi casi è consigliabile discuterne attentamente con chi ti segue in gravidanza.

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