Gravidanza e preparativi

Cosa è bene sapere in attesa del bambino

La maternità mette alla prova la forza di volontà, accende l’istinto, è un corso di autostima che dura nove mesi.

Cindy Crawford

Diciamo la verità, dal momento in cui avete scoperto di aspettare un figlio la vostra mente si è trasformata in una lavatrice sempre in modalità centrifuga.

Che siate future mamme in coppia o future mamme single, la sostanza non cambia; le aspettative, i timori, i dubbi e le incertezze vanno di pari passo con l’entusiasmante viaggio che state compiendo.

Sapere ciò che è essenziale ed indispensabile conoscere in questo momento della vostra vita, non può che rasserenarvi.

Ecco allora il mio contributo al vostro benessere che passa attraverso il cambio di programma da centrifuga a capi delicati!

Gravidanza e Preparativi

Come mi posso preparare?

  • È arrivato il momento di prepararsi a vivere al meglio la gravidanza e la nascita del bambino.

Volendo suddividere per aree tematiche gli ambiti nei quali “allenarsi”, possiamo individuarne tre:

  • Sfera emotiva
  • Relazione di coppia o relazione con una figura di riferimento
  • Adempimenti pratici

Ciascuna di queste ha una propria importanza specifica e nessuna delle tre vale meno o più dell’altra.

Le affronteremo una ad una individuando per ognuna i passaggi salienti. Animo, dunque, iniziamo!

Sfera emotiva

La fiducia

Il primo passo da compiere è avere fiducia.

Non è possibile essere una madre perfetta. Ma ci sono milioni di modi per essere una buona madre.

Jill Churchill

Jill Churchill dice il vero, non esiste la madre perfetta ma esistono milioni di modi per essere delle buone madri. Tu potrai tranquillamente essere una di quelle buone madri.

Avere fiducia significa, tra le altre cose, confidare in noi stesse, nella nostra capacità innata di mettere al mondo un figlio ed anche nel sapere riconoscere, e possibilmente correggere, eventuali errori che inevitabilmente faremo.

Avere fiducia in te stessa ti aiuterà inoltre quando arriverà il tanto atteso momento del parto. Quella sarà l’occasione migliore per sfoderarla in tutto il suo splendore.

Chiedere e delegare

Una cosa che sovente mi capita di osservare nel supportare le mamme in gravidanza è la difficoltà che hanno nel delegare alcuni compiti così come nell’imparare a chiedere aiuto e comunicare in maniera corretta.

Farlo è molto importante, significa alleggerirsi per concentrarsi meglio sul nostro benessere psicofisico, significa allenare chi ci sta intorno ad assumersi una quota di lavoro e responsabilità che dovranno necessariamente essere condivise.

Significa anche rispettarci, riconoscendo non tanto i nostri limiti, quanto i nostri bisogni.

In questi mesi stiamo già costruendo il legame con nostro figlio e questo richiede energie, tempo e disponibilità.

Non pretendiamo troppo da noi stesse, stiamo già facendo il massimo, al meglio delle nostre possibilità.

Il parto

Una frase che amo spesso ricordare a questo proposito è:

L’istinto è dentro di noi e ci guida solo se gli lasciamo il timone

Non esiste verità più grande, credetemi, la nostra mente non può governare il parto, non è suo compito farlo e per questa ragione non è stata programmata per assolverlo. Lasciamola, quindi, fuori dalla sala parto!

Ricordati che il nostro corpo sa perfettamente come prepararsi. Si ammorbidisce, si rilassa e fa tutto ciò che è necessario per consentire al bambino di venire al mondo.

Nel caso in cui ci fosse la necessità di un sostegno particolare sarà il personale sanitario ad intervenire. Lasciati andare, quindi, asseconda il tuo istinto. In questo modo lui guiderà te e anche tuo figlio.

Sfera relazionale

Essere genitori non è un fatto di sangue: non è sufficiente uno spermatozoo per fare un padre né un utero per fare una madre.

Massimo Recalcati

Nella sfera relazionale sono ricomprese sia la relazione di coppia che quella con una figura di riferimento, ma anche il passaggio (che un giorno avverrà, lo prometto!), da neomamma a mamma-donna.

Parlando della relazione di coppia e/o con la figura di riferimento è bene chiarire che non si intende esclusivamente il rapporto madre-padre.

Non tutte le mamme, infatti, vivono la maternità all’interno di questa coppia genitoriale. Alcune, in effetti, sono madri single o sono parte di una coppia omogenitoriale.

Qualsiasi sia la tua realtà, i bisogni ricompresi nella tua sfera relazionale non mutano.  Dovrai imparare a gestire la relazione in maniera chiara e cristallina e per farlo sarà necessario coinvolgere l’altr* nella cura del bambino.

In un certo senso dovrai insegnare all’altr* come aiutarti, sempre ricordanti di infondere fiducia nelle sue capacità genitoriali e rinforzandone i successi.

Infine, sarà molto importante trovare il modo di recuperare tempo esclusivo e di qualità per nutrire la relazione. Questo potrebbe apparire piuttosto complesso in un primo momento ma è bene sapere che, prima o dopo, andrà fatto.

Il film, a mio parere a tratti esilarante, intitolato “Senti chi parla” può offrire parecchi spunti al riguardo. Guardate la scena nella quale Kristie Alley balla in cucina per dare la pappa a Mikey e un giovane John Travolta fa irruzione sulla scena. Capirete cosa intendo!

Sfera pratica

Parlare di praticità a una donna in gravidanza è un po’ come parlare di parsimonia ad un bimbo nel negozio di giocattoli!

In ciascun trimestre, infatti, sviluppiamo una velocità incredibile nel tirare fuori il portafogli e comprare, comprare e ancora comprare!

Vediamo, allora, di distinguere quelli che sono i compiti ed i relativi acquisti necessari, dal superfluo.

Preparare il nido

In primo luogo, va preparato quello che amo definire il nido.

Creare l’ambiente idoneo per la nanna sicura (l’argomento mi sta talmente a cuore che ho gli ho dedicato un corso gratuito che trovi qui ), acquistare il minimo indispensabile facendo scelte oculate, insomma, occuparsi di quello che sarà lo spazio nel quale il bambino entrerà sentendosi accolto.

Garantirci un aiuto per i primi giorni

È importante predisporre il supporto fattivo di chi ci starà accanto.

Un genitore, una sorella, un’amica, un esperto qualcuno che ci sostenga e ci aiuti nei primi giorni di adattamento.

Spesso non ci si pensa ma nelle prima settimane dopo il parto tra una poppata, un cambio pannolino e una coccola, non si avrà granché tempo per cucinare.

Meglio allora avere qualcuno che lo faccio per noi, oppure organizzarsi prima preparando, ad esempio, del cibo da congelare che ritroveremo già pronto per un pasto al volo. Un piccolo trucco, questo, che ha salvato dalla fame anche me!

Prepariamo il trolley

Preparare a borsa per l’ospedale è uno dei momenti più belli. Il parto si avvicina, il tempo stringe e la valigia bisogna sia pronta per qualsiasi evenienza. Gambe in spalla, quindi, si esce a fare shopping!

Andare in giro per negozi, scegliere tutine e vestitini, perdersi tra quei minuscoli abiti che fino all’anno scorso avresti immaginato fossero perfetti solo per le bambole e invece adesso ti paiono tutti oggetti del desiderio, è elettrizzante.

La verità, però, è che di fatto non ti servirà molto, anzi lo stretto necessario sarà più che sufficiente. Vediamo di cosa si tratta.

La borsa della mamma

Per quanto riguarda te, serviranno:

  • assorbenti post partum (sceglili grandi, magari poco piacenti ma estremamente funzionali)
  • tutto il necessario per l’igiene personale (per l’igiene intima ti consiglio un sapone a Ph 3,5)
  • cambi per una degenza media di 3 o 4 giorni (nel caso fossero di più te li farai portare)
  • ciabattine
  • asciugamani e salviette e se possibile un accappatoio (una doccia ti darà grande sollievo)
  • reggiseni comodi da allattamento (volendo puoi anche farne a meno dipende dalle tue abitudini)
  • monetine (se vuoi prendere una bottiglietta d’acqua o una merendina ma ti manca la moneta non è piacevole!)

Con questo mini-kit in valigia puoi stare tranquilla, hai con te tutto il necessario.

La borsa del bambino

Diverso il discorso per il primo bagaglio a mano del bambino.

La lista dell’occorrente viene di norma fornita dall’ospedale o dalla clinica ed è importante ottenerla per tempo.

In generale vi verrà richiesto di preparare 5 sacchetti distinti di biancheria, uno per ogni giorno per intenderci, all’interno dei quali inserirete un cambio completo (eccetto cuffiette e calzini che potranno essere riutilizzati più volte).

Vediamo la lista completa:

  • 5 body a mezza manica o smanicati a seconda della stagione (a manica lunga li sconsiglio per un discorso di praticità)
  • 5 tutine
  • 2/3 cuffiette
  • 2/3 paia di calzini
  • una decina di pannolini
  • prodotti per l’igiene e per il bagnetto
  • 2 asciugami
  • una copertina

Un’ultima cosa va sottolineata. In ospedale la temperatura è mantenuta costante in tutte le stagioni.

Regolati di conseguenza; se è inverno e fa molto freddo sarà sufficiente prevedere un abbigliamento invernale solo per il giorno delle dimissioni quando, finalmente, uscirete e ternerete a casa.

Gli acquisti per il rientro

Il rientro è sempre una grande emozione. Finalmente sarete tutti insieme, dentro le mura domestiche, nell’ambiente che avrete preparato per questo grande giorno.

Anche in questo caso voglio indicarvi ciò che, a mio avviso, è corretto avere predisposto anticipatamente. L’elenco che segue è un’indicazione di massima ma vi assicuro che, nel 99% dei casi, è tutto quanto userete nei primi giorni:

  • Body e tutine del peso adeguato in base alla stagione ed alla temperatura di casa
  • Almeno due confezioni di pannolini
  • Ovetto per l’auto e navicella per le passeggiate
  • Garzine 10*10 per la medicazione de moncone ombelicale
  • Limetta per le unghie (le forbicine le userete in seguito quando avrete capito come maneggiare le minuscole dita del vostro bambino!)
  • Crema all’ossido di zinco per il cambio pannolino nel caso in cui vi siano arrossamenti cutanei
  • Prodotti per l’igiene
  • Tanti, ma davvero tanti, bavaglini e mussoline (non avete idea di quale mano santa saranno!)

Concludendo...

In questo articolo mi sono dilungata parecchio. Era necessario farlo dato l’argomento e la mole di informazioni che ho inteso trasmettere.

Prepararci al parto, all’allattamento, al ritorno al nostro ruolo di donna e compagna oltre che di mamma, sono passaggi che non possono darsi per scontati.

Nei miei videocorsi ne parlo in maniera approfondita, per questo ti suggerisco di andare all’apposita sezione e scoprire quale può essere il corso più adatto a te.

Ricorda sempre che non esistono gravidanze perfette, parti perfetti, figli perfetti e genitori perfetti. I vostri bambini hanno scelto voi e tutto dentro di voi griderà a gran voce come occuparvene, basterà ricordarsi di ascoltarne le parole.

Fuori c’è un gran rumore, silenziate tutto appena potete e mettetevi in ascolto.

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