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Dopo la nascita di un bambino molte coppie iniziano a interrogarsi su quale metodo contraccettivo sia più adatto da utilizzare. La domanda emerge spesso durante le visite post-parto o nei primi mesi di allattamento: si può prendere la pillola mentre si allatta? E quali sono, più in generale, i metodi contraccettivi compatibili con l’allattamento?

Il tema non riguarda soltanto la prevenzione di una gravidanza indesiderata. Durante il periodo dell’allattamento è necessario considerare anche un altro elemento fondamentale: la protezione della produzione di latte materno.

Le principali organizzazioni sanitarie internazionali sottolineano inoltre l’importanza di garantire un adeguato intervallo tra una gravidanza e l’altra, raccomandando un distanziamento di almeno 18-24 mesi tra due concepimenti. Questo tempo permette alla madre di recuperare le proprie riserve nutrizionali e riduce diversi rischi per la salute del bambino.

In molti casi la preoccupazione nasce anche dal fatto che non sempre è chiaro quando ritorna la fertilità dopo il parto. L’ovulazione può ripresentarsi prima del ritorno delle mestruazioni e questo rende possibile una nuova gravidanza anche quando si pensa di essere ancora protette dall’allattamento. Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere anche l’articolo dedicato al ritorno alla fertilità dopo il parto.

Quando si parla di contraccezione durante l’allattamento, i metodi disponibili vengono generalmente suddivisi in tre categorie, sulla base del loro possibile impatto sulla lattazione.

Metodi contraccettivi sicuri durante l’allattamento

Alcuni metodi anticoncezionali possono essere utilizzati senza interferire con la produzione di latte e senza esporre il neonato a ormoni sintetici.

Il metodo dell’amenorrea da lattazione (LAM)

Tra i metodi naturali più studiati vi è il Metodo dell’Amenorrea da Lattazione, conosciuto con l’acronimo LAM.

Questo metodo si basa su un meccanismo fisiologico. Durante l’allattamento i livelli di prolattina rimangono elevati e inibiscono il rilascio dell’ormone GnRH (ormone di rilascio della gonadotropina), impedendo l’ovulazione.

In queste condizioni la fertilità può rimanere temporaneamente soppressa. Se applicato correttamente, il metodo presenta un rischio di gravidanza stimato intorno al 2%.

Affinché sia efficace devono però essere soddisfatti tre criteri contemporaneamente:

  • la madre non deve aver avuto mestruazioni dopo i 56 giorni dal parto
  • l’allattamento deve essere esclusivo o quasi esclusivo, con poppate frequenti giorno e notte
  • il bambino deve avere meno di sei mesi

Quando uno di questi criteri non è più rispettato, l’efficacia del metodo diminuisce rapidamente.

Metodi di barriera

Un’altra possibilità è rappresentata dai metodi di barriera, che comprendono:

  • preservativo maschile
  • preservativo femminile

Questi metodi non interferiscono con la lattazione e non modificano la composizione del latte materno. L’efficacia contraccettiva è tuttavia inferiore rispetto ai metodi ormonali e dipende dal corretto utilizzo.

Spirale e dispositivi intrauterini

Tra i metodi contraccettivi più efficaci disponibili durante l’allattamento vi sono i dispositivi intrauterini (IUD).

La spirale al rame (Cu-IUD) non contiene ormoni e non altera l’equilibrio endocrino della madre.

Esistono inoltre dispositivi intrauterini che rilasciano piccole quantità di progestinico, come il levonorgestrel-IUD (ad esempio Mirena). In questo caso i livelli ormonali nel sangue materno rimangono molto bassi e non sembrano avere effetti significativi sulla produzione di latte.

Metodi naturali di pianificazione familiare

Alcune coppie scelgono metodi basati sull’osservazione dei segni di fertilità.

Questi metodi richiedono una buona conoscenza dei segnali del corpo e un periodo di apprendimento, soprattutto perché nei mesi successivi al parto i cicli possono inizialmente risultare irregolari.

Sterilizzazione

Tra le opzioni permanenti rientrano la vasectomia e la chiusura delle tube. Si tratta di scelte definitive che richiedono una valutazione consapevole e condivisa.

Pillola anticoncezionale in allattamento: quando è possibile usarla

Molte donne chiedono se sia possibile utilizzare la pillola anticoncezionale mentre si allatta.

La risposta dipende dal tipo di pillola.

I contraccettivi contenenti solo progestinico, conosciuti come mini-pillola, rientrano tra le opzioni generalmente compatibili con l’allattamento. Alla stessa categoria appartengono anche gli impianti sottocutanei, le iniezioni di medrossiprogesterone e alcuni sistemi intrauterini ormonali.

Gli studi disponibili indicano che questi farmaci passano nel latte in quantità minime e non hanno dimostrato effetti negativi sulla crescita o sullo sviluppo del bambino.

Esiste tuttavia una cautela legata all’inizio troppo precoce della terapia. L’assunzione nelle primissime fasi del post-partum, prima che l’allattamento sia stabilizzato, potrebbe teoricamente interferire con l’avvio della produzione di latte.

Per questo motivo molti protocolli suggeriscono di attendere almeno 4-6 settimane dopo il parto prima di iniziare questi metodi.

Durante questa fase può essere utile conoscere meglio anche alcuni aspetti legati alla fisiologia dell’allattamento, come ad esempio l’alimentazione durante l’allattamento, che contribuisce a sostenere il fabbisogno energetico della madre e la produzione di latte.

Pillola combinata ed estrogeni durante l’allattamento

Diversa è la situazione per i contraccettivi che contengono estrogeni, come:

  • la pillola anticoncezionale combinata
  • i cerotti transdermici
  • gli anelli vaginali

Gli estrogeni sono infatti antagonisti della prolattina, l’ormone che regola la produzione di latte. L’assunzione di questi farmaci può quindi ridurre la quantità di latte disponibile, soprattutto nelle prime fasi dell’allattamento.

Diversi studi hanno osservato che l’utilizzo precoce dei contraccettivi combinati è associato a una durata più breve dell’allattamento e a un maggiore ricorso all’integrazione con latte artificiale.

A questo si aggiunge un altro elemento di sicurezza. Nelle prime sei settimane dopo il parto l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica l’uso di estrogeni come Categoria 4, cioè con rischio inaccettabile, a causa dell’aumentato rischio di tromboembolia venosa ed embolia polmonare.

Contraccezione d’emergenza durante l’allattamento

Può accadere che sia necessario ricorrere alla contraccezione d’emergenza.

In questi casi il levonorgestrel rappresenta generalmente l’opzione preferibile per le madri che allattano, perché non espone il bambino agli estrogeni e possiede una farmacocinetica ben documentata.

Per informazioni aggiornate sulla compatibilità dei farmaci con l’allattamento è possibile consultare banche dati specializzate come LactMed oppure contattare il Centro Antiveleni di Bergamo (800 883300), che fornisce consulenze specifiche anche su farmaci e lattazione.

Quando arriva una nuova gravidanza durante l’allattamento

Non è raro che una nuova gravidanza inizi mentre la madre sta ancora allattando il primo figlio. In questi casi una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di continuare o meno l’allattamento.

Su questo tema puoi approfondire anche l’articolo allattare in gravidanza si può?, in cui vengono spiegati i principali aspetti fisiologici e le situazioni in cui può essere utile una valutazione individuale.

Allo stesso modo, alcune madri scelgono di interrompere gradualmente l’allattamento quando desiderano cercare una nuova gravidanza o quando la gestione diventa più complessa. In questi casi può essere utile conoscere come smettere di allattare in modo progressivo e rispettoso dei tempi di madre e bambino.

Contraccezione dopo il parto: una scelta da personalizzare

La contraccezione nel periodo dell’allattamento non può essere affrontata con una risposta unica valida per tutte le donne.

La frequenza delle poppate, la produzione di latte, il ritorno della fertilità e il desiderio di programmare o meno una nuova gravidanza sono elementi che variano da persona a persona.

Per questo motivo la scelta del metodo contraccettivo dovrebbe sempre essere valutata insieme a un professionista sanitario informato sulla compatibilità tra contraccezione e allattamento, così da individuare la soluzione più adatta alla situazione specifica di ogni madre e di ogni famiglia.

Bibliografia

Academy of Breastfeeding Medicine (ABM). Clinical Protocol #13: Contraception During Breastfeeding, Revised 2015. Pubblicato in Breastfeeding Medicine, Volume 10, Numero 1, 2015.

Ministero della Salute – Tavolo Tecnico sull’Allattamento (TAS). Allattamento al seno e contraccezione. Documento di indirizzo nazionale per i professionisti della salute.

World Health Organization (WHO). Medical Eligibility Categories (MEC) for Contraceptive Use. Linee guida internazionali utilizzate per la classificazione del rischio dei contraccettivi nelle diverse condizioni cliniche, incluso il periodo post-partum.

Labbok M. Breastfeeding, Birth Spacing and Family Planning. 2007.

Kapp N., Curtis K., Nanda K. Progestogen-only contraceptive use among breastfeeding women: a systematic review. Contraception, 82, 2010.

Tepper N. K. et al. Combined hormonal contraceptive use among breastfeeding women: an updated systematic review. Contraception, 94, 2016.

Centro Antiveleni (CAV) dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Servizio di consulenza telefonica per la compatibilità dei farmaci in gravidanza e allattamento. Numero Verde 800 883300.

Domande frequenti

Quando arriva una nuova gravidanza durante l’allattamento?

Su questo tema puoi approfondire anche l’articolo allattare in gravidanza si può?, in cui vengono spiegati i principali aspetti fisiologici e le situazioni in cui può essere utile una valutazione individuale. Allo stesso modo, alcune madri scelgono di interrompere gradualmente l’allattamento quando desiderano cercare una nuova gravidanza o quando la gestione diventa più complessa. In questi casi può essere utile conoscere come smettere di allattare in modo progressivo e rispettoso dei tempi di madre e bambino.

Quali sono le informazioni essenziali riguardo a pillola anticoncezionale in allattamento?

Dopo la nascita di un bambino molte coppie iniziano a interrogarsi su quale metodo contraccettivo sia più adatto da utilizzare. La domanda emerge spesso durante le visite post-parto o nei primi mesi di allattamento: si può prendere la pillola mentre si allatta? E quali sono, più in generale, i metodi contraccettivi compatibili con l’allattamento? Il tema non riguarda soltanto la prevenzione di una gravidanza indesiderata. Durante il periodo dell’allattamento è necessario considerare anche un altro elemento fondamentale: la protezione della produzione di latte materno.

Quali sono le informazioni principali su «Il metodo dell’amenorrea da lattazione (LAM)»?

Tra i metodi naturali più studiati vi è il Metodo dell’Amenorrea da Lattazione, conosciuto con l’acronimo LAM. Questo metodo si basa su un meccanismo fisiologico. Durante l’allattamento i livelli di prolattina rimangono elevati e inibiscono il rilascio dell’ormone GnRH (ormone di rilascio della gonadotropina), impedendo l’ovulazione. In queste condizioni la fertilità può rimanere temporaneamente soppressa. Se applicato correttamente, il metodo presenta un rischio di gravidanza stimato intorno al 2%.

Quali sono le informazioni principali su «Metodi di barriera»?

Un’altra possibilità è rappresentata dai metodi di barriera, che comprendono preservativo maschile preservativo femminile Questi metodi non interferiscono con la lattazione e non modificano la composizione del latte materno. L’efficacia contraccettiva è tuttavia inferiore rispetto ai metodi ormonali e dipende dal corretto utilizzo.

Quali sono le informazioni principali su «Pillola anticoncezionale in allattamento: quando è possibile usarla»?

La risposta dipende dal tipo di pillola. I contraccettivi contenenti solo progestinico, conosciuti come mini-pillola, rientrano tra le opzioni generalmente compatibili con l’allattamento. Alla stessa categoria appartengono anche gli impianti sottocutanei, le iniezioni di medrossiprogesterone e alcuni sistemi intrauterini ormonali. Gli studi disponibili indicano che questi farmaci passano nel latte in quantità minime e non hanno dimostrato effetti negativi sulla crescita o sullo sviluppo del bambino. Esiste tuttavia una cautela legata all’inizio troppo precoce della terapia. L’assunzione nelle primissime fasi del post-partum, prima che l’allattamento sia stabilizzato, potrebbe teoricamente interferire con l’avvio della produzione di latte.

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