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Le coliche esistono? Immaginate una situazione come questa: è sabato e il sole è appena tramontato. Avete trascorso la giornata in famiglia con il vostro bimbo nato da poche settimane. Il piccolo è stato al centro dell’attenzione di tutti, ha mangiato e sonnecchiato e adesso che i nonni sono andati via siete finalmente pronti per cenare. All’improvviso vostro figlio scoppia in un pianto inconsolabile. Si arrossa in viso, muove continuamente le braccia, porta le gambe al ventre e niente può interrompere il suo lamento. Provate ogni strategia possibile, lo prendete in braccio, lo consolate, controllate che non sia da cambiare ma a nulla valgono i vostri sforzi. Se solo potesse dirmi cosa gli accade, pensate. Il pianto continua incessante e vi ricordate di avere sentito parlare delle cosiddette “colichette”. Ma certo! Deve per forza essere colpa delle coliche, così mettete in atto le strategie apprese al riguardo. Purtroppo, però, nulla cambia e il piccolo continua a piangere fino a sgolarsi. Ma siamo sicuri che siano davvero le coliche gassose a farlo piangere? O meglio, le coliche esistono?

Le coliche esistono in quanto conseguenza di altro disturbo

Poiché i piccoli non sono in grado di comunicare il proprio disagio in maniera chiara e comprensibile per anni ci si è interrogati sull’esistenza o  meno delle coliche gassose. 

La domanda sorge nella misura in cui si intende la colica come disturbo in sé e non come conseguenza di qualcos’altro

Mancando al riguardo dati scientifici comprovati, recenti teorie ipotizzano che il pianto continuativo e inconsolabile del neonato non sia conseguenza delle coliche, bensì di un altro disagio. L’ipotesi più accreditata, infatti, è che si tratti della conseguenza di un eccesso di stimolazione o di un’eccessiva stanchezza. In questo secondo caso, inoltre, si spiegherebbe l’insorgenza prevalentemente serale del disturbo. 

Cosa sono le coliche?

Abbiamo detto che le coliche infantili possono essere descritte come “periodi di pianto inconsolabile, inspiegabile e incessante in un neonato apparentemente sano che, comprensibilmente, porta genitori esausti, frustrati e preoccupati a cercare di confortare il loro bambino” (Landgren 2010). Ciò che normalmente si osserva durante queste crisi è: 

  • arrossamento del viso
  • addome meteoritico
  • possibile emissione di aria dall’intestino
  • sollevamento e spinta delle gambe

Quando avvengono le coliche?

L’insorgenza delle coliche, di norma, avviene dopo qualche settimana dalla nascita e raggiunge il picco ai 2 mesi di vita con una prevalenza di 1,5% fino al 11,9% dei bambini (Reijneveld 2001). Sebbene si tenda a dire che scompariranno dopo i primi 3 mesi, molti neonati hanno sintomi di colica per più di 4 mesi.

La difficoltà di gestione

E’ bene sottolineare che le coliche possono trasformare la quotidianità dei genitori in qualcosa di davvero difficile da gestire. Nel caso in cui non si possa contare su una rete di supporto, è possibile che la stanchezza e lo sfinimento nervoso possano esporre al rischio di gesti estremi. Non è un caso, infatti, che spesso quando si verifica il cosiddetto scuotimento del neonato, il genitore dichiara di avere perso il controllo proprio in conseguenza di un pianto prolungato e inconsolabile ripetuto per giorni. 

Perché il piccolo può piangere?

Partendo dall’assunto che le coliche possono essere causate tanto da un eccesso di stimoli quanto da una scarsa stimolazione, è fondamentale ricordare che spesso sono sintomo di qualcos’altro, piuttosto che una condizione o una diagnosi a sé stante.

Per giungere, dunque, a un corretto inquadramento del problema diventa necessario approfondire, procedendo per esclusione, fino a individuare il problema che le sta causando.

Perché piange ?

In questo senso possiamo dire che dobbiamo innanzitutto escludere le più comuni cause di pianto, ovvero: 

  • fame
  • sonno
  • sovrastimolazione
  • indumenti stretti 
  • pannolino sporco

Le cause delle coliche

Escluso che il pianto sia dovuto ad altre cause, in quali casi è possibile che si tratti davvero di coliche? Una delle prime osservazioni dovrà riguardare l’alimentazione. 

Un eccesso di nutrizione, tipico ad esempio dei bambini allattati artificialmente e più raro invece nei bambini allattati al seno, può causare coliche.

Un’altra causa tipica è l’eccesso di aria che può essere incamerata durante la suzione (al seno o al bibe). 

Questo fenomeno può altresì manifestarsi qualora si verifichi un eccesso di fermentazione (comune nei casi di intolleranza secondaria al lattosio). A differenza di quanto si potrebbe pensare, questa condizione non è così rara nei neonati, indipendentemente dal fatto che vengano allattati al seno o al bibe.   

Un’altra problematica frequente è l’allergia alle proteine del latte (o di altri alimenti). Questa evenienza è tutt’altro che rara dal momento che interessa dal 3 al 7% dei bambini.

Coliche e reflusso

Non è raro che un neonato che manifesti i tipici sintomi delle coliche sia afflitto anche da reflusso gastroesofageo. Questi due disturbi, infatti, tendono a manifestarsi contemporaneamente creando un circolo vizioso difficile da interrompere. La difficoltà è data dal fatto che si influenzano reciprocamente accrescendo l’uno la sintomatologia dell’altro. 

Spesso, in questi casi, vengono provati molti dei rimedi che esistono in commercio senza però ottenere grandi risultati. Questo perché il problema è il sottostante. Se non si arriva a comprendere che tanto le coliche quanto il reflusso possono essere originati da un’intolleranza o da altre cause, si continuerà a curare il sintomo senza eliminare la causa. 

L’importanza della causa

Riconoscere e trattare la causa è dunque l’unica via per risolvere il problema. Poiché questo è uno dei problemi ricorrenti che quotidianamente riscontro nella mia professione, ho realizzato un corso apposito “Coliche e reflusso” dove potrete trovare tutte le specifiche indicazioni e suggerimenti per la risoluzione di questi due disturbi. 

Inoltre è disponibile una community dedicata al tema che potete trovare qui.  

In definitiva, mentre il dibattito sull’esistenza delle coliche continua, è fondamentale affrontare il disagio dei neonati con una prospettiva comprensiva e un approccio mirato alla risoluzione delle cause sottostanti. Ciò assicura oltre che il benessere del bambino, anche quello della famiglia nella sua interezza. 

Conclusioni

  • Le coliche esistono? Possiamo dire che il tema coliche infantili è complesso e continua a suscitare dibattiti nel mondo medico e tra i genitori. 
  • Sebbene il termine “colica” venga comunemente utilizzato per descrivere il pianto inconsolabile e apparentemente inspiegabile dei neonati, le prove scientifiche riguardanti la sua esistenza come disturbo in sé sono ancora ambigue.
  • La causa di questo fenomeno potrebbe essere più complessa di quanto inizialmente pensato. 
  • È fondamentale escludere altre cause di pianto, come fame, sonno o sovra stimolazione, prima di considerare le coliche come causa primaria.
  • Altre possibili cause includono l’eccesso di nutrizione, l’accumulo di gas durante l’alimentazione e condizioni come l’intolleranza al lattosio o le allergie alimentari. 
  • È anche comune che i neonati affetti da coliche soffrano anche di reflusso gastroesofageo.
  • Il pianto persistente potrebbe, infine, essere causato da fattori come eccessiva stimolazione o stanchezza.
  • Il trattamento efficace delle coliche richiede una comprensione approfondita delle cause e potrebbe richiedere l’adozione di strategie specifiche, come modifiche nella dieta o nell’alimentazione, oltre a un supporto emotivo e pratico per i genitori esausti.

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