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Cura delle ragadi: come evitarle e trattarle

La cura delle ragadi può riguardare molte mamme che stanno allattando al seno. È possibile prevenirle ma, se si sono già formate, vediamo in questo articolo come trattarle.

neonato allattato

Cura delle ragadi: premessa

L’allattamento materno è uno dei gesti naturali più potenti e simbolici che noi esseri umani possiamo compiere

Will Tuttle

 

Allattamento e dolore non dovrebbero mai procedere di pari passo. Talvolta, però, può capitare che allattare diventi fastidioso prima, e doloroso poi, a causa della formazione delle ragadi.

Ebbene, è possibile evitare che ciò accada realizzando una buona prevenzione in gravidanza e adottando alcuni accorgimenti sin dall’inizio dell’allattamento.

Come sempre, la corretta informazione è alla base del migliore risultato.

Chiedere una consulenza da parte di un esperto in allattamento IBCLC può essere necessario per evitare il rischio di compromettere l’allattamento.

Formazione e cura delle ragadi: domande frequenti

  • Sarò capace di allattare?
  • Allattare è doloroso?
  • La mia amica ha avuto le ragadi, le avrò anch’io?
  • Come si curano le ragadi?
  • Quale è la posizione ideale per allattare e prevenire le ragadi?

Queste sono solo alcune delle più comuni domande che mi sono state rivolte dalle mamme nel corso degli anni.

L’allattamento al seno, lo sappiamo molto bene, è un tema che coinvolge ogni neogenitore.

La produzione letteraria e scientifica si è oramai espressa in favore del latte materno mostrandone non solo i benefici in termini organici, bensì anche in termini psicologici.

La sua funzione di accudimento è ormai scientificamente provata, così come i tanti altri vantaggi che produce nel neonato e nel bambino.

Tutto ciò ha fatto sì che sempre più mamme decidessero di allattare al seno i propri bambini.

Come sempre, però, senza una corretta informazione e un adeguato sostegno, non è detto che ciascuna mamma sia in grado di realizzare un allattamento appagante e privo di ostacoli.

In qualità di esperta IBCLC ho scelto io stessa di creare un corso interamente dedicato all’argomento e spesso ne parlo nei miei reel indagando i diversi temi ad esso riconducibili.

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Cosa sono le ragadi

Quando inizia l’allattamento al seno può capitare che si formino delle piccole lesioni sull’areola e/o sul capezzolo.

Si tratta di fessurazioni e minuscoli tagli particolarmente dolorosi e, talvolta, addirittura sanguinanti. Se un tempo si riteneva che fossero dovute ad una inadeguata igiene del capezzolo, oggi sappiamo che nella maggior parte dei casi si tratta, invece, di un errato attacco del bambino al seno materno.

In generale queste microlesioni, per quanto dolorose, non sono affatto gravi e possono essere prevenute e curate in maniera molto soddisfacente.

Quale la causa più comune delle ragadi

Chiariamolo immediatamente: formazione e difficoltà nella cura delle ragadi sono quasi sempre dovute a un attacco al seno errato.

Come raccomandano i consulenti professionali in allattamento IBCLC, la suzione del latte materno deve avvenire in maniera corretta per garantire:

  • Il giusto apporto di latte
  • Un’adeguata produzione dello stesso
  • Prevenire le ragadi o qualsiasi altro dolore che possa indurre la mamma ad abbandonare l’allattamento
  • Coadiuvare una corretta cura delle ragadi una volta formatesi

Se la mamma allatta in una posizione non adeguata, l’attacco può essere compromesso. Un attacco non ottimale, dunque, va individuato e corretto quanto prima.

In genere può essere dovuto a:

  • posizionamento scorretto del piccolo
  • tensioni muscolari nel bambino
  • frenulo corto
  • ingorgo mammario, ecc.

Cura delle ragadi: serve il giusto attacco

Per attacco del bambino intendiamo  attacco al seno materno. Forse non tutti sanno che esiste una posizione esatta che il bambino deve assumere per un’adeguata suzione e, non conoscerla, spesso è causa di fastidio, dolore o addirittura ragadi.

In primo luogo, l’attacco deve essere realizzato di modo che il piccolo abbia in bocca non solo il capezzolo ma anche l’areola. È bene, inoltre, che l’attacco sia asimmetrico, ovvero che sia più visibile la parte di areola sopra la bocca del bambino rispetto a quella inferiore.

In questa maniera non solo riuscirà a succhiare la giusta quantità di latte ma, soprattutto, non lesionerà il capezzolo poiché le sue gengive non lo stringeranno ad ogni suzione.

La sua bocca dovrà quindi essere ben aperta, il suo mento dovrà trovarsi in appoggio sul seno di modo che il nasino resti staccato dalla mammella agevolando la respirazione. Di fatto, ciò che si realizza è un vero e proprio sottovuoto tanto che, in caso di percezione di dolore, per staccare il bambino dal seno è consigliabile frapporre il dito mignolo tra la bocca e il capezzolo in modo da interrompere in maniera naturale la suzione facendo passare un poco d’aria.

Cura delle ragadi: come si fa?

Iniziamo con il dire che si tratta di disturbo comune e che di norma guarisce nel giro di pochi giorni se correttamente valutato e gestito.

Nel caso in cui vi troviate in difficoltà, ecco alcuni tra i più comuni accorgimenti in grado di coadiuvare il trattamento delle ragadi  (questo elenco è stato redatto sulla base dei più recenti studi medico scientifici).

  • DISCHETTI IN IDROGEL

Se adeguatamente utilizzati e, laddove vengano attentamente rispettate le indicazioni igieniche per evitare infezioni, questi sono ritenuti un ottimo coadiuvante. In particolare, i più recenti studi li hanno valutati idonei alla riduzione del dolore e indicati per un maggiore confort materno. Promossi!

  • LANOLINA

Diciamo subito che gli studi randomizzati effettuati non hanno potuto dimostrare un miglioramento nella guarigione delle ragadi attraverso l’impiego di lanolina. Ciò detto, però, se non siamo in presenza di un’infezione, la lanolina purificata può essere impiegata in particolare per creare una barriera protettiva intorno al capezzolo facilitando, dunque, dall’interno la sua guarigione. Promossa!

  • COPPETTE D’ARGENTO

Ad oggi, esistono pochi studi che le riguardino e quei pochi sono stati condotti su un campione numericamente piuttosto esiguo di donne. Ad ogni modo pare che le coppette in argento agevolino la guarigione accorciando i tempi di recupero e mantenendo una buona tollerabilità. In ogni caso, resta importante porre attenzione al rischio di infezioni e di allergie. Promosse!

  • CREME, POMATE E UNGUENTI VARI

Studi di confronto tra diversi unguenti e altre preparazioni hanno dato risultati contrastanti;
uno di essi ha addirittura riscontrato un aumento dell’incidenza di mastite (Jackson & Dennis, 2017). Sappiate che, ad esempio, lasciare il seno all’aria per qualche minuto dopo la poppata e “lavarlo” con un goccio del vostro latte e con un poco di acqua pulita come quella in bottiglia, ne favorisce la corretta idratazione. Creme, unguenti, olii, pomate… Bocciati!

Cura delle ragadi: conclusioni

Come appare chiaro da questo articolo, la migliore e più efficace soluzione per le ragadi è rimuoverne la causa.

La giusta posizione della mamma che favorisce il corretto attacco previene il problema.

Il consiglio di un esperto in allattamento o di un professionista del settore ti sarà di grande aiuto sia in termini di prevenzione che di cura.

Nel caso in cui si presenti il problema, il correttivo sarà insegnare alla mamma come realizzare un adeguato attacco e suggerirle i coadiuvanti per una pronta guarigione.

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento guarda la sezione allattamento, oppure scopri il mio corso Allattamento a 360°. Ti aspetto!

Bibliografia

  • Kristine Morland-Schultz et al. J Obstet Gynecol Neonatal Nurs. Jul-Aug 2005
  • Adriano Marrazzu et al. Breastfeed Med. 2015 Jun
    Victoria Dodd et al. J Obstet Gynecol Neonatal Nurs. Jul-Aug 2003
  • Jackson & Dennis, 2017

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